Come i bisogni guidano le nostre scelte e influenzano il nostro benessere
Ti è mai capitato di chiederti:
“Ma chi me lo fa fare?”
Spesso pronunciamo questa frase quando siamo stanchi, quando qualcosa ci pesa o quando ci troviamo davanti a una scelta che richiede energia.
Ma c’è una domanda ancora più interessante:
Perché facciamo quello che facciamo?
Dietro ogni comportamento, ogni scelta e perfino molte delle nostre abitudini, esiste un bisogno.
A volte ne siamo consapevoli. Molto più spesso no.
Comprendere i nostri bisogni significa quindi comprendere qualcosa di profondo del nostro modo di vivere, di relazionarci con gli altri e di prenderci cura di noi stessi.
I bisogni: ciò che ci muove
Nel 1954 lo psicologo Abraham Maslow elaborò una teoria dei bisogni umani secondo una struttura gerarchica.
Alla base troviamo i bisogni fisiologici e quelli legati alla sicurezza; più in alto troviamo appartenenza, stima e, infine, autorealizzazione.

È importante considerare questa teoria come un modello utile per riflettere sulla motivazione umana, non come una legge rigida secondo cui tutti gli esseri umani devono necessariamente soddisfare i bisogni seguendo un ordine prestabilito.
La nostra esperienza è infatti molto più complessa.
Possiamo desiderare crescita e autorealizzazione anche in periodi difficili. Possiamo cercare amore mentre ci sentiamo insicuri. Possiamo sacrificarci per qualcosa in cui crediamo anche quando alcuni nostri bisogni personali non sono completamente soddisfatti.
Eppure la domanda di fondo rimane:
Quale bisogno sta orientando il mio comportamento?
Quando il bisogno diventa una spinta
I bisogni fondamentali hanno una funzione essenziale: ci spingono ad agire.
La fame ci porta a cercare cibo. La sete ci porta a cercare acqua. La necessità di sicurezza ci porta a costruire stabilità. Il bisogno di appartenenza ci porta verso gli altri. Il bisogno di riconoscimento può spingerci a ottenere risultati. Il desiderio di crescita ci porta a imparare, cambiare e superare i nostri limiti.
Il problema non è quindi avere bisogni.
Il problema può nascere quando non riconosciamo più il bisogno che sta guidando le nostre azioni.
Possiamo allora confondere ciò che ci serve realmente con ciò che abbiamo imparato a desiderare.
E questo può condizionare profondamente il nostro benessere.
I sei bisogni umani
Un’altra interessante prospettiva sui bisogni umani è quella proposta da Anthony Robbins nell’ambito della Programmazione Neuro-Linguistica e della formazione motivazionale.
Robbins individua sei bisogni fondamentali che possono orientare il comportamento:
1. SICUREZZA
Abbiamo bisogno di sentirci sufficientemente al sicuro.
La sicurezza può essere ricercata attraverso il denaro, il lavoro, le relazioni, la salute, le abitudini e tutto ciò che ci offre una sensazione di stabilità.
Ma quando la sicurezza diventa il nostro unico riferimento, possiamo iniziare a evitare sistematicamente tutto ciò che è nuovo o incerto.
La ricerca di sicurezza può trasformarsi così in una vita sempre più prevedibile.
In che modo cerchi di soddisfare il tuo bisogno di sicurezza?
2. VARIETÀ
Abbiamo anche bisogno di novità, stimoli, cambiamento ed esperienze differenti.
La varietà può alimentare curiosità, energia e motivazione.
Quando però la ricerca di novità diventa predominante, possiamo avere difficoltà a rimanere a lungo in ciò che richiede continuità, pazienza e disciplina.
Che cosa fai per soddisfare il tuo bisogno di varietà?
3. IMPORTANZA
Tutti abbiamo bisogno, in qualche misura, di sentire che la nostra presenza conta.
Possiamo cercare questo riconoscimento attraverso i risultati, l’immagine, il successo, il denaro, il ruolo sociale o l’approvazione degli altri.
Il rischio è che il bisogno di sentirci importanti venga continuamente alimentato dall’esterno.
Possiamo arrivare a comprare ciò che non ci serve, mostrare ciò che possediamo o inseguire riconoscimenti che, una volta ottenuti, non ci soddisfano davvero.
Che cosa ti fa sentire importante?
4. AMORE E UNIONE
L’essere umano è profondamente relazionale.
Abbiamo bisogno di sentirci amati, accolti, sostenuti e parte di qualcosa.
L’amicizia, la famiglia, la coppia e le relazioni significative possono rappresentare una fonte importante di equilibrio e di benessere emotivo.
Ma anche qui possiamo porci una domanda:
“Sto cercando una relazione perché desidero condividere la mia vita o perché ho bisogno che qualcuno colmi una mancanza che non riesco ad affrontare da solo?”
Come soddisfi il tuo bisogno di amore e unione?
5. CRESCITA
Esiste nell’essere umano anche il desiderio di crescere.
Imparare. Cambiare. Migliorarsi. Conoscere se stessi. Sviluppare nuove capacità.
La crescita ci impedisce di rimanere immobili e può trasformare le esperienze della vita in occasioni di evoluzione.
In quale direzione senti di stare crescendo?
6. CONTRIBUTO
Quando ciò che abbiamo imparato e costruito non rimane confinato esclusivamente a noi, può nascere il desiderio di metterlo a disposizione degli altri.
Aiutare. Insegnare. Prendersi cura. Creare qualcosa che possa essere utile.
In questa prospettiva il benessere non è più soltanto:
“Come posso stare meglio?”
ma anche:
“Che cosa posso fare perché il mio stare bene abbia un valore anche per qualcun altro?”
Corpo, emozioni e bisogni
I bisogni non appartengono soltanto alla nostra mente.
Il nostro organismo è continuamente impegnato a mantenere un equilibrio tra ciò che accade dentro di noi e ciò che accade nell’ambiente.
Il sistema nervoso, il sistema endocrino, il sistema immunitario e gli altri sistemi fisiologici comunicano continuamente tra loro.
Le emozioni, lo stress, il sonno, l’alimentazione, l’attività fisica e le relazioni possono quindi influenzarsi reciprocamente.
Per questo motivo il benessere non può essere considerato soltanto come assenza di malattia.
È anche la capacità di adattarsi, recuperare, relazionarsi, crescere e trovare un equilibrio dinamico tra corpo, mente e ambiente.
Il linguaggio dello Yoga
Nella tradizione dello Yoga questo rapporto tra corpo, energia e coscienza viene descritto attraverso una mappa differente da quella della psicologia occidentale.
I chakra rappresentano, nella tradizione yogica, centri energetici disposti lungo l’asse della colonna vertebrale.
Tradizionalmente vengono associati a differenti aspetti dell’esperienza umana: dalla sicurezza e dalla stabilità alla sessualità e alla creatività, dalla volontà all’amore, dall’espressione alla consapevolezza.
È una lettura simbolica e spirituale dell’essere umano, diversa dal linguaggio della fisiologia moderna.
E proprio per questo può essere interessante metterla in dialogo con la nostra esperienza, senza necessariamente confondere i due piani.
I chakra come mappa dell’esperienza
MULADHARA — Sicurezza e radicamento
Il primo chakra, Muladhara, è tradizionalmente associato alla sicurezza, alla stabilità e al radicamento.
“Sono al sicuro?”
SVADHISTHANA — Movimento e adattamento
Il secondo chakra, Svadhisthana, è associato alla relazione con il piacere, alla creatività, alla sessualità e alla capacità di adattarsi al cambiamento.
“Sono capace di lasciarmi andare e di fluire con la vita?”
MANIPURA — Forza di volontà
Il terzo chakra, Manipura, è tradizionalmente associato alla volontà, all’energia personale e alla capacità di agire.
“Ho la forza di trasformare ciò che non mi piace?”
ANAHATA — Amore e relazione
Il quarto chakra, Anahata, rappresenta simbolicamente l’amore, la relazione e l’apertura verso gli altri.
“Sono capace di amare e di lasciarmi amare?”
VISHUDDHA — Espressione e libertà
Il quinto chakra, Vishuddha, è collegato all’espressione e alla comunicazione.
“Sono libero di esprimere ciò che sento e ciò di cui ho bisogno?”
AJNA — Intuizione e consapevolezza
Il sesto chakra, Ajna, è tradizionalmente associato all’intuizione, alla capacità di osservare e alla consapevolezza.
“Riesco a vedere ciò che accade dentro di me?”
Quando il bisogno non corrisponde più alla realtà
Viviamo in una società nella quale molti bisogni materiali fondamentali possono essere soddisfatti.
Eppure possiamo continuare a percepire insicurezza.
Possiamo avere una casa e sentirci senza una casa interiore.
Possiamo avere persone accanto e sentirci soli.
Possiamo essere stimati e continuare a sentirci insufficienti.
Possiamo raggiungere risultati e avere immediatamente bisogno di un altro risultato.
Possiamo avere tutto ciò che, apparentemente, dovrebbe farci stare bene e continuare a sentire che manca qualcosa.
Perché?
Perché tra ciò che accade nella realtà e ciò che percepiamo esiste un elemento fondamentale:
il significato che attribuiamo a ciò che accade.
Le nostre esperienze passate, le convinzioni, le aspettative e i condizionamenti possono influenzare il modo in cui interpretiamo ciò che viviamo.
E quella interpretazione può a sua volta influenzare le nostre emozioni e i nostri comportamenti.
Il bisogno è reale. Ma lo è anche la soluzione che cerchiamo?
Questa è forse la domanda più importante.
Se sento insicurezza, devo necessariamente accumulare altro denaro?
Se ho bisogno di sentirmi importante, devo necessariamente ottenere maggiore riconoscimento?
Se mi sento solo, devo necessariamente trovare qualcuno che riempia quel vuoto?
Se mi sento inadeguato, devo necessariamente diventare più forte, più bello, più ricco o più competente?
Oppure esiste un’altra possibilità?
Riconoscere il bisogno senza essere obbligati a soddisfarlo sempre nello stesso modo.
È qui che può iniziare la consapevolezza.
Prima di cambiare un comportamento, possiamo imparare a osservarlo.
Prima di chiederci:
“Che cosa devo fare?”
possiamo chiederci:
“Che cosa sto cercando?”
E ancora:
“Quale bisogno sto cercando di soddisfare attraverso ciò che faccio?”
CHI ME LO FA FARE?
Forse allora la domanda iniziale acquista un significato completamente diverso.
Chi me lo fa fare?
La risposta potrebbe essere:
Un bisogno.
Ma quale?
E soprattutto:
è ancora un bisogno reale, oppure è diventata un’abitudine costruita intorno a una vecchia convinzione?
Questa distinzione può cambiare profondamente il modo in cui viviamo.
Perché la libertà non consiste necessariamente nel non avere bisogni.
La libertà potrebbe essere qualcosa di molto più sottile:
riconoscere ciò che ci muove, comprenderne l’origine e scegliere consapevolmente come rispondere.
Forse il vero benessere comincia proprio lì.
Nel momento in cui smettiamo di essere semplicemente guidati dai nostri bisogni e iniziamo ad ascoltarli.
Perché conoscere ciò di cui abbiamo veramente bisogno è il primo passo per prenderci cura di noi stessi.

