IL ‘NERVO’ della SALUTE

In un precedente articolo ho sottolineato l’importanza di un sistema nervoso ‘equilibrato’.

Per la salute è necessario dopo uno stato di ‘attivazione’ per fronteggiare una sfida, tornare alla normalità con un periodo di riposo fisico ed emotivo.

Il sistema nervoso simpaticotonico ‘attiva‘ tutto l’organismo, per fronteggiare il momento di ‘attacco o fuga’.

Terminato il momento di ‘stress’, in modo naturale il corpo riporta alla normalità il corpo grazie al sistema parasimpatico.

Il sistema nervoso parasimpatico è la chiave di volta per guarire e rigenerare tutto il corpo.

Il nervo della salute a cui mi riferisco nel titolo di questo articolo, è il NERVO VAGO.

COS’ HA SCOPERTO LA SCIENZA sul NERVO VAGO

Alla fine degli anni ’90 il dott. Kevin Tracey fece un’interessante osservazione. Mentre stava sperimentando l’iniezione di un farmaco anti-infiammatorio a livello cerebrale, si accorse che l’infiammazione veniva bloccata anche a livello della milza e di altri organi, anche se la quantità del farmaco era troppo piccola per entrare nella circolazione ematica e arrivare ad avere effetto negli organi.

Attraverso studi successivi comprese che il cervello usava il sistema nervoso, e in particolare il nervo vago, per agire sulla milza e sugli altri organi per ridurre l’infiammazione.

Il nervo vago attraverso uno stimolo nervoso rilascia la molecola acetilcolina nell’organo bersaglio oggetto dell’infiammazione inducendo la soppressione della produzione di citochine TNF.  (Tracey, 2002)

CONOSCIAMO MEGLIO IL NERVO VAGO

E’ chiamato vago perchè letteralmente dal cervello vaga per tutto il corpo, innervando con numerose ramificazioni il cuore, polmoni, milza, intestino e altri organi vitali fino ad arrivare all’intestino.

E’ il principale ed  il più esteso ramo parasimpatico del sistema nervoso.

Dal punto di vista biologico, il nervo vago contrasta sia lo stress ossidativo, sia le infiammazioni, sia l’eccessiva attivazione del sistema nervoso simpaticotonico.

Grazie al nervo vago, vi è un continuo scambio di informazioni sullo stato d’essere degli organi interni.

Circa l’80/90% delle fibre del nervo vago sono dedicare a comunicare dal basso verso  l’alto.

Quando si parla di emozioni o sensazioni di pancia, ci si riferisce proprio a queste informazioni che dagli organi interni arrivano al cervello tramite fibre sensoriali.

La comunicazione dall’alto verso il basso, favorisce con il messaggio di calma, l’attivazione dei processi digestivi, fenomeno che non avverrebbe correttamente se la mente ‘agitata’ inviasse messaggi di tensione.

Saper attivare il nervo vago, comporta sapersi rilassare più velocemente dopo uno stress, regolare in modo più efficace il battito cardiaco e il livello di glucosio nel sangue, interagire correttamente con il sistema immunitario per ridurre lo stato infiammatorio quando non è più necessario.

Un malfunzionamento del tono vagale è correlato con stati di infiammazione cronica, umore ed emozioni negative, isolamento e infarto.

Un tono vagale che funziona bene, favorisce relax e calma. E’ associato anche a maggior abilità sociali e psicologiche, dalla capacità di provare empatia a quelle di memoria e concentrazione.

MODI PER SUPPORTARE e POTENZIARE il NERVO VAGO

Numerose ricerche scientifiche, dimostrano che il sistema nervoso è geneticamente predeterminato, tuttavia esistono stili di vita, abitudini e comportamenti che risultano ancora più rilevanti dell’eredità genetica.

Diventa molto interessante indagare quali meccanismi possono migliorare la salute e la qualità della vita, per sfruttarli a vantaggio del benessere fisico ed emotivo.

1. RESPIRAZIONE

il primo modo per agire sul tono vagale è collegato alla sua funzione di regolare il respiro ed il battito cardiaco. Una respirazione lenta e profonda che coinvolge il muscolo del diaframma è fondamentale.

E’ importante che l’espirazione sia più lunga dell’inspirazione. Dopo un evento stressante, concentrarsi sulla respirazione, favorisce il superamento delle tensioni più velocemente.

Fare delle sessioni di respirazione, di pochi minuti, permette di allenarsi ad essere più veloci nel recupero fisico/emotivo.

2. CONSAPEVOLEZZA E CONNESSIONI NEURALI

Il nervo vago trasmette segnali dagli organi al cervello e viceversa. Una maggior consapevolezza dei propri stati interni (dalla tensione muscolare, alla fame, sapore del cibo, del respiro..) ed esterni (percezione del corpo nello spazio, rotazione di un arto, fino alla sensibilità rispetto luce e colori..) permette di sviluppare plasticità neurale.

Attività come lo yoga, il tai chi e diverse forme di meditazione possono aiutare in questo processo di consapevolezza.

3. MOVIMENTO

Che il movimento fisico faccia bene è ormai noto.

Molti non sanno che fa bene anche al nervo vago. Quando si esegue un’attività fisica appena al di sopra delle nostre potenzialità, con richiesta di un buon livello di coordinazione, viene stimolato e rafforzato anche il nervo vago.

4. ALIMENTAZIONE

La connessione del nervo vago con lo stomaco e l’apparato digerente è rilevante. Pensiamo solo alla serotonina, il cosiddetto ormone della felicità: il 95% della serotonina viene prodotto dall’intestino e regola l’attività digestiva.

L’intestino detto anche secondo cervello, possiede una vera e propria rete nervosa autonoma. L’assunzione di cibi raffinati, grassi idrogenati, alcool, l’abuso di antibiotici, mancanza di attività fisica, sono tutti fattori che possono determinare uno stato di infiammazione a livello intestinale.

Per concludere:

la buona notizia è che possiamo fare molto per la salute, non è esclusivamente determinata dalla genetica.

Molti comportamenti, abitudini che possiamo scegliere di attuare durante la nostra giornata, incrementano notevolmente i livelli di benessere, salute ed energia psicofisica.

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